Logopedista a Cuneo

Centro medico San Michele Borgo San Dalmazzo

Il logopedista è il professionista sanitario che si occupa della cura e riabilitazione della comunicazione e del linguaggio, con un intervento globale volto all'educazione e rieducazione della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto, degli handicap comunicativi e della deglutizione.

 

Logopedista Elisa Serra con Leo

La logopedia lavora su:

difficoltà comunicative e linguistiche

Parlatori tardivi: bambini che non parlano o pronunciano poche parole e non compongono ancora frasi

Ritardi e disturbi specifici di linguaggio: linguaggio poco comprensibile e sostituzione di lettere (fonemi) durante il discorso

Difficoltà articolatorie: tipico il caso della pronuncia della lettera “R”, fonema vibrante e spesso difficile da realizzare

Disfluenze: alterazioni della fluenza verbale, dalla disfluenza evolutiva alla balbuzie

Ipoacusie e sordità: bambini portatori di protesi acustiche e impianti cocleari

Disturbi dello spettro autistico: compromissione della comunicazione e della verbalità

difficoltà e disturbi specifici dell’apprendimento (D.S.A.)

Difficoltà nell’avvio della letto-scrittura: bambini che in prima elementare faticano ad imparare a leggere e scrivere, confondono le lettere e presentano una lettura lenta e stentata;

D.S.A., come la dislessia, la disortografia e la discalculia: sono difficoltà che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e automatizzato; non sono causati da deficit intellettivi, problemi psicologici o da scarse stimolazioni ambientali; né da patologie neurologiche o deficit sensoriali. I bambini con dislessia sono bambini generalmente intelligenti e vivaci, ma l’attività del leggere, scrivere e talvolta calcolare è per loro un’impresa ardua perché non è eseguita in modo automatico.

Per questo si stancano presto, fanno molti errori, hanno un ritmo di esecuzione più lento e spesso non riescono ad imparare in modo efficace.

disturbi della voce

Disfonie organiche e funzionali: alterazioni della voce (abbassamenti di voce persistenti, voce rauca, voce percepita come diversa da prima…) dovute a lesioni delle corde vocali (polipi o noduli sul tessuto della corda vocale) o ad un utilizzo non corretto della voce (tendenza ad urlare e a sforzare la muscolatura della laringe)

disfunzioni facio-oro-deglutitorie

Sempre più spesso l’ortodontista (il dentista specializzato in ortodonzia, cioè che si occupa del posizionamento e allineamento dei denti con quello che è generalmente chiamato “l’apparecchio per i denti”, fisso o mobile) collabora con il logopedista per educare la muscolatura orale allo scopo di migliorare e

stabilizzare gli effetti del trattamento ortodontico.

Spesso i bambini hanno un palato ogivale (alto e stretto) e di conseguenza uno spazio non sufficiente per l’allineamento dei denti, con conseguente risultato di “denti storti”. Questo perché mantengono alcune abitudini viziate ad esempio:

  • Succhiamento di ciucci o dita, labbra, guance
  • Uso prolungato del biberon (anche solo “giusto quei 5 minuti al mattino” creano danni!)
  • Onicofagia (rosicchiamento unghia)
  • Lapisfagia (mordicchiamento di penne/matite/colori)

L’eliminazione di queste abitudini e un percorso di maturazione dello schema deglutitorio permette di passare dalla deglutizione infantile/atipica/deviata (una definizione comune per tutte: disfunzionale!) ad una deglutizione di tipo adulto in cui la lingua non spinge in avanti contro i denti ma in alto sul palato (permettendone un’espansione naturale e garantendo più spazio per la comparsa di denti dritti e ben allineati).

I bambini (e non solo loro) dovrebbero respirare con il naso e deglutire con la lingua sul palato: avere la lingua tra i denti e respirare con la bocca provoca deformazioni anatomiche e altera la postura di tutto il corpo. Generalmente si deglutisce 2000 volte al giorno e la lingua esercita, ad ogni deglutizione, una spinta pari a circa 1 kg … se questa forza è diretta nel punto sbagliato, come nel caso della permanenza della deglutizione infantile, le conseguenze saranno evidenti!

Quando iniziare la logopedia?

Spesso si sente rispondere che “fino ai 3 - 4 anni i bambini non sono ancora pronti per la logopedia”, ma i prerequisiti al linguaggio si sviluppano molto prima della comparsa delle prime parole, per questo è bene valutare se il bambino ha le possibilità di sviluppare autonomamente il suo linguaggio!

Un intervento precoce è fondamentale: la tendenza ad “aspettare” per vedere se il bambino “si sbloccherà” rischia di far consolidare alcune difficoltà che sono invece di più semplice risoluzione se si interviene nel momento giusto.

Lo sviluppo del linguaggio nei primi anni di vita del bambino rappresenta un percorso evolutivo straordinario, tanto affascinante quanto complesso: è un processo sofisticato, richiede tempo, supporto e, se il cammino è ostacolato da qualche difficoltà, anche il giusto aiuto... e nel momento più opportuno!

Le difficoltà comunicativo-linguistiche non devono essere sottovalutate, perché possono influenzare significativamente la vita di relazione e gli apprendimenti scolastici. Nel processo di evoluzione ogni abilità emerge in fasi evolutive specifiche, ed ogni bambino ha il diritto di poter “mettere in ordine” il linguaggio che sta sviluppando. È scientificamente dimostrato che le immaturità sul piano linguistico possono influenzare l’avvio dei processi di lettura e scrittura: se il bambino inizia la prima elementare con delle difficoltà di articolazione, rischia di trasferire queste difficoltà dal linguaggio orale (pronuncia sbagliata) al linguaggio scritto (scrittura scorretta).

Richiedendo una consulenza, si possono indagare i vari livelli del linguaggio, confrontando le performance del bambino con la media che ci si aspetta per la sua età...

Solo così si può sapere se è bene intervenire o se davvero possiamo permetterci di aspettare!

 

Logopedia: materiale informativo

Presto disponibile

TORNA SU